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Nel primo tratto la carica positiva si muove in discesa nel verso delle linee del campo da un punto a potenziale maggiore verso un punto a potenziale minore. In questo tratto il campo fa un lavoro positivo eguale alla perdita di energia potenziale della carica. Nel secondo tratto lo spostamento è perpendicolare al campo ed alla forza elettrica e quindi il lavoro è nullo. Nella seconda parte del percorso la carica non varia la sua energia potenziale elettrica: tutti i punti del secondo tratto si trovano allo stesso potenziale.
Le superfici equipotenziali sono sempre perpendicolari alle linee di campo, con campi uniformi, con campi radiali e con qualsiasi altra configurazione: infatti se una carica si sposta perpendicolarmente alle linee di campo, il lavoro delle forze del campo è sempre nullo.
In un campo elettrico uniforme le superfici equipotenziali sono superfici piane parallele alle piastre, in un campo radiale le superfici equipotenziali saranno superfici sferiche concentriche. Il campo elettrico è sempre diretto dalle superfici a potenziale maggiore verso quelle a potenziale minore: il campo è più intenso dove la discesa verso il potenziale minore è più ripida: per esempio una intensità di campo di 1000 V/m significa che in 1 metro di percorso il potenziale scende di 1000 V.
Qui sotto sono rappresentate le linee di un campo elettrico creato da due cariche positive e una negativa e, accanto, le superfici equipotenziali dello stesso campo.
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